1. Buttarsi a capo fitto e studiare 3 ore al giorno.
Ho visto molti studenti fare questo errore: essere estremamente contenti di aver iniziato questo nuovo percorso, mettere tutte le loro energie su questo e perdere la motivazione due settimane dopo. Ricorda che la costanza è molto meglio della quantità. Con questo ovviamente non intendo dire che 10 minuti al giorno bastino. Bisogna cercare di trovare un equilibrio, magari con un planning settimanale.
2. Usare risorse che non si trovano interessanti.
Se ascoltare i podcast ti mette la nausea, non farlo.
Se leggere e tradurre i testi delle canzoni ti appassiona, incorporalo nelle tue attività!
Certo, a volte dobbiamo anche fare gli esercizi, e ripetere, e scrivere, e conversare, ecc., tutte cose che potrebbero non piacerci ma che vanno fatte. Proprio per questo, quando si ha l’opportunità di scegliere quali risorse usare, meglio approfittarne. Per esempio, se
3. Compararsi agli altri.
Questo da risolvere è più facile a dirsi che a farsi, lo so. E’ importante provare ad evitarlo, perché altrimenti l’unica cosa che succederà è che perderai la motivazione.
Continui a vedere su Instagram qualcuno che pensi sia più avanti di te? Prima di tutto non è detto, secondo, mettili in pausa o smetti di seguirli. Farà solo bene alla tua salute mentale.
4. Cercare scorciatoie.
Le scorciatoie qui non esistono.
Consiglio fortemente di tenere traccia dei progressi, magari riguardando gli appunti, gli esercizi o riascoltando delle registrazioni mentre parli inglese per notare quanta strada tu abbia fatto, magari senza nemmeno rendertene conto!
Per ottenere ciò che vuoi ci vuole tempo, costanza e impegno. Nessun poliglotta impara una lingua in 2 mesi e nessun maratoneta va da 20 a 40km in un mese.
Invece di cercare scorciatoie, cerca nuovi modi per premiarti alla fine di ogni mese dopo aver constatato i tuoi progressi. Vedrai che aiuta!
5. Aver paura di commettere errori.
Non voglio assolutamente che qualcuno si senta in colpa per questo, è assolutamente naturale. Provare a combattere questa paura però, può aiutare a comunicare in maniera più naturale. Tanta pratica, meglio se con qualcuno che ti corregge, è davvero fondamentale. Tenere traccia degli errori più comuni è anche utile, perché ti dà la possibilità di concentrarti sugli errori che maggiormente influenzano il modo in cui parli. Inoltre, se durante una lezione con un’insegnante non ci si sente a proprio agio, è importante dirlo, perché un’insegnante è qui per aiutare. In più, possiamo consigliare una soluzione al tuo problema specifico.
6. Cercare di parlare troppo velocemente.
Questo porta a commettere più errori e, molto spesso, a essere capiti davvero poco. Rallentare ti dà anche la possibilità di pensare alle parole che vuoi usare e quindi anche a scegliere quel sinonimo che tanto hai studiato e che non riesci mai a utilizzare.
7. Focalizzarsi troppo sulla grammatica.
Sì, la grammatica è importante, ma non si può studiare solo quella. Infatti, le ricerche dimostrano che il miglior modo di apprendere la grammatica è attraverso l’esposizione a materiali in lingua, non focalizzarsi su quel concetto grammaticale. Quindi, la lettura, l’ascolto e addirittura la conversazione aiutano di più che cercare di imparare a memoria le regole. Anche l’apprendimento delle frasi fatte (o ‘chunks’) può aiutare.
8. Concentrarsi su un solo accento.
Ti piace l’accento americano/britannico/canadese ecc. Fantastico. Continua pure ad ascoltare quello, MA ascolta anche gli altri. Ti posso assicurare che il britannico di Londra è MOLTO diverso di quello di York, e lo stesso in America. Ascolta più accenti possibili e vedrai che le tue capacità di ascolto miglioreranno davvero!
9. Evitare le conversazioni in inglese.
So bene che possono spaventare, ma sono necessarie, se non proprio all’inizio, entro qualche mese. Perché? Perché ti danno la possibilità di provare e riprovare ed essere corretto/a per poi poter migliorare. Come possiamo progredire se non sappiamo che quello che facciamo è sbagliato?
Cerca qualcuno che ti piaccia, che ti faccia sentire a tuo agio e che sappia quello che sta facendo. Poi cerca di trarne il più possibile. Prendi appunti, fai domande, parla, prova, esprimi i tuoi dubbi, ma anche i tuoi problemi.
10. Non avere un piano preciso.
Si dice che “if you don’t know where you are going, you will end up nowhere”: se non sai dove stai andando, non andrai da nessuna parte.
Come abbiamo specificato all’inizio del mese, nel post sugli obiettivi SMART, è necessario avere un piano preciso, il più preciso possibile. Inserisci nel calendario le tue lezioni, ma anche quando intendi studiare e non cancellare quell’appuntamento con te stesso/a se non davvero necessario.
Scrivi i tuoi obiettivi, il tuo piano e riguarda spesso quel piano per vedere se lo stai seguendo. Se la risposta è negativa, cosa devi fare per “stick to it” (seguirlo)? Se la risposta è positivo, ottimo lavoro! Cosa puoi fare per premiarti?
11. Affidarsi troppo a un’insegnate.
E’ quasi una contraddizione questa affermazione da parte di chi, come me, lo fa per lavoro. MA mi è capitato innumerevoli volte di sentirmi dire “La responsabilità è dell’insegnante” o “Ho solo quest’ora alla settimana per studiare inglese”. E’ vero certo che anche l’insegnante ha delle responsabilità, ma se al di fuori della lezione lo studente non fa nulla, non vedrà alcun progresso. Lo stesso vale per la seconda affermazione. Se per davvero si ha solo un’ora alla settimana da dedicare all’inglese, tanto vale non farlo, perchè 60 minuti alla settimana non porteranno a nulla.
Tu ne hai mai commesso uno?
E’ molto probabile ed è capitato a tutti.
Io sono qui per aiutarti!

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